Scrivere documenti: Open Document Format

0. Scusate l’assenza

E’ passato un sacco di tempo dall’ultimo articolo apparso su questo blog. Non abbiamo ancora finito di installare Linux, ma prometto che prima o poi ci arriveremo; purtroppo in questo periodo sono preso da altre faccende e il mio tempo per scrivere su internet è davvero poco. Perdonatemi, sappiate che non vi ho dimenticato.

1. Tutti scriviamo documenti!

Una delle attività per cui il computer è più utilizzato nel mondo è quello di scrivere documenti. Alzi la mano chi non conosce la suite da ufficio Microsoft Office. Scommetto che tra quelli che hanno la mano abbassata molti si sono trovati almeno una volta nella vita di fronte a problemi di compatibilità tra file creati con versioni di Microsoft Office diverse da quella installata sul computer che stiamo utilizzando per guardarli o editarli.

Oggi impareremo a risolvere questi problemi.

Scherzo, oggi vedremo solamente quale potrebbe essere la soluzione elegante, intelligente, ma che ovviamente è ben lontana dall’essere messa in pratica.

Vi ricordate l’articolo dove si parlava di software libero e software proprietario? Ottimo. le stesse considerazioni si possono applicare, con qualche differenza tecnica, ma non sostanziale, ai formati di file. I formati di file si riconoscono (i puristi mi odieranno per ciò che sto per dire, ma per ora prendetela buona per come ve la dico, prometto che poi vi spiegherò per bene la faccenda) leggendo la cosiddetta estensione. I nomi dei file hanno una forma del tipo nome.estensione dove il nome è quello che più ci piace e l’estensione è tipica del formato del file. Per fare qualche esempio .doc identifica file di Microsoft Word, .pdf sono i famosi file PDF, .jpeg sono immagini e via così.

2. Formati liberi e formati proprietari

Manco a dirlo i formati aperti hanno molti vantaggi e i formati proprietari spesso hanno molte restrizioni. Un formato libero può essere letto da chiunque, basta utilizzare un software capace di leggere quel formato di file. Al limite, se non esiste nessun programma capace di farci leggere il file che ci interessa, possiamo scrivere il nostro personale lettore, perché tutte le “istruzioni” per leggere il file sono state pubblicate da qualche parte da chi ha inventato quel formato di file e ha deciso di renderlo libero, cioè accessibile a chiunque.

Per un formato proprietario è vero invece il contrario: le istruzioni per leggere il file sono segrete e sono incluse in certi programmi che funzionano da lettori, ma quando chi ha inventato il formato del file decide che nessuno deve più essere in grado di leggerlo semplicemente smette di produrre lettori, oppure se aveva concesso in licenza a qualcun altro la possibilità di produrre un lettore semplicemente aspetta che scada il contratto e rifiuta di rinnovarlo. In poco tempo smetteranno di essere prodotti lettori e le versioni vecchie dei lettori esistenti diventeranno incompatibili con i nuovi computer e i nuovi sistemi operativi e se volessi leggere quel tipo di file dovrei tenere un vecchio computer da qualche parte con vecchie versioni di software semplicemente per leggere quel tipo di file. Sperando che non si rompa visto che i pezzi di ricambio vengono naturalmente messi fuori produzione nel giro di pochi anni.

3. Dunque, quali sono questi formati liberi?

Ve ne indico una serie pensata per le suite da ufficio (ma ne esistono molti altri) e sono gli ODF. Questi formati si contrappongono a quelli di Microsoft Office i famosi .doc .xls e tutti i loro parenti.

Vi pongo una domanda: quanti di voi hanno dovuto aggiornare qualche anno fa la propria versione di Office perché gli venivano forniti file chiamati .docx o .xlsx e con le vecchie versioni di Office non si riuscivano a leggere oppure si avevano molti problemi? Molte mani alzate, immagino.

Avete capito dove sta l’inghippo? I formati di Office sono così tanto diffusi che Microsoft può obbligarci ad aggiornare la versione di Office (e dunque a spendere dei soldi) a sua completa discrezione.

4. Le alternative

Quali sono le alternative? Ve ne nomino una per tutte, che forse conoscerete già: Libre Office. Libre Office è una suite da ufficio completa di tutto ciò di cui possiamo avere bisogno e legge e scrive documenti dal formato aperto. Legge e scrive anche i documenti nei formati di Microsoft Office. E’ disponibile per Linux, Mac e Windows.

5. Incompatibilità

A questo punto molti di voi si lamenteranno perché avendo provato Libre Office i loro file nei formati Microsoft non vengono letti come si deve. Avete ragione, non sono completamente fuori dal mondo (anche se le suite da ufficio le uso veramente poco).

Ma chi sta dalla parte sbagliata? Microsoft può integrare nei propri programmi la possibilità di leggere i formati aperti perfettamente poiché le specifiche sono consultabili da tutti e lo fa (dalle recentissime versioni di Office, quelle un po’ vecchie non leggevano i file ODF) male. Gli sviluppatori di Libre Office si fanno invece un tombino quadrato per riuscire a leggere e scrivere i file di Microsoft visto che devono farlo utilizzando tecniche di “reverse engineering” poiché Microsoft non fornisce informazioni su come leggere i propri file.

6. Conclusione

Ecco qua la triste conclusione. Se tutti utilizzassero i formati aperti nessuno avrebbe problemi, ma invece i formati di Microsoft sono molto diffusi e pare che nessuno riesca a farne a meno.

Pensate alle pubbliche amministrazioni. E’ corretto che molti documenti pubblici debbano essere in formati chiusi? Il cittadino deve essere obbligato a pagare il software per leggere documenti pubblici?

Pensateci, ma intanto installate Libre Office. E’ gratis. Ed è legale averlo gratis, non come la copia “gratuita” di Office che molti di voi hanno installato sul proprio computer. :^)

Scaricare Linux – 32 o 64 bit?

Dopo aver scelto quale distribuzione installare e aver preparato il nostro computer con Windows per accogliere Linux, facciamo un altro piccolo passo verso il sistema operativo del pinguino. Non è molto difficile, ma richiede un po’ di attenzione.

Dobbiamo scaricare l’immagine disco della distribuzione che abbiamo scelto, in modo da poter creare (con l’aiuto del prossimo articolo) un supporto da cui effettuare l’installazione.

Premetto che esistono diversi metodi per effettuare i tipi di installazione più disparati, io ho scelto quello più semplice e diffuso e che utilizzerà un CD/DVD oppure una chiavetta USB.

L’architettura del nostro processore: 32 o 64 bit?

Per chi è alle prime armi cosa comporta avere un computer a 32 o a 64 bit non dovrebbe interessare, se non nel limite di sapere che le due architetture (si chiamano così, in gergo) hanno bisogno di sistemi operativi differenti, preparati per funzionare al meglio su una architettura piuttosto che su di un’altra. In realtà ciò che ho appena scritto non è del tutto vero, visto che una macchina a 64 bit funzionerà con un sistema operativo preparato per i 32 bit, ma non è vero il viceversa. Sta di fatto che dobbiamo capire quale architettura abbiamo sotto mano ed è preferibile installare un sistema operativo preparato apposta. Vediamo come fare; come al solito, userò come esempio Windows 7, per gli altri non dovrebbe essere troppo diverso.

Clicchiamo sul tasto Start (la bandierina di Windows) e poi su Computer. Dopodiché clicchiamo Proprietà del sistema. Se abbiamo eseguito i passaggi correttamente dovrebbe apparire una finestra così:

arch

Dove potrete leggere facilmente se la versione di Windows che avete installato è a 32 o 64 bit. A meno che qualcuno non abbia messo le mani sul vostro computer installando una copia di Windows non coerente con l’architettura del vostro processore, ciò che leggerete in quella finestra corrisponde alla versione di Linux che dovrete scaricare.

Scaricare Linux

Finalmente è arrivato il momento di scaricare la vostra distribuzione Linux! Recatevi sul sito ufficiale e cercate la sezione dove poter fare il download. Dopodiché scegliete l’architettura corretta e premete il tasto per avviare lo scaricamento.

downloadUbuntu

Aspettate il giusto (dipende dalla vostra connessione) e il gioco è fatto!

Software libero VS software proprietario

Nello scorso articolo di questa serie abbiamo scoperto che il computer e` sostanzialmente hardware che ha bisogno di software per funzionare e per poter essere comandato dagli esseri umani. Il software piu` importante e` il sistema operativo: il piu` noto e` Microsoft Windows, ma non esiste soltanto lui. Se vi state avvicinando al mondo di Linux sicuramente avrete sentito parlare di software libero e anche di software proprietario. Oggi proviamo a capire la differenza tra questi due approcci.

Un po’ di storia

All’inizio della storia dell’informatica non esisteva la distinzione tra software libero e non. I programmatori scrivevano codice e lo mettevano naturalmente a disposizione di tutti. La parola in grassetto sta a significare che il fatto di mettere il codice a disposizione di chiunque lo volesse non era una convenzione o una regola: semplicemente era sempre stato fatto cosi`, funzionava e nessuno di era mai sognato di fare diversamente. Un bel giorno qualcuno decise di farsi pagare un tanto per ogni copia del software che veniva messo a disposizione e, soprattutto, decise di non mettere a disposizione il codice sorgente del programma. Questo evento modifico` profondamente l’approccio dei programmatori al proprio lavoro tanto che (almeno fino a pochi anni fa, ultimamente qualcosa si sta muovendo) era impensabile che qualcuno mettesse a disposizione gratuitamente e liberamente il proprio lavoro.

Come e` fatto un programma

Nel paragrafo precedente ho parlato di software e di codice. Un programma per computer si costruisce scrivendo piu` o meno a mano il codice sorgente. Il programmatore, dunque, scrive uno o piu` file di testo (testo semplice, non Word, per esempio, che e` un tipo di testo arricchito) che contengono le regole e le istruzioni che il programma dovra` seguire ed eseguire durante l’interazione con l’utente. Questo codice sorgente possiamo chiamarlo la ricetta. Come ogni ricetta che si rispetti ha poi bisogno di essere messa in atto dal cuoco: questo lavoro lo fa il compilatore. Il compilatore e` uno speciale programma che legge il codice sorgente e genera il file eseguibile del programma (i famosi .exe in ambiente Windows). Dopo che il cuoco ha fatto il suo dovere c’e` bisogno che qualcuno mangi il piatto: siamo noi utenti che utilizziamo il programma per i nostri scopi.

Software libero

Il software libero, in generale, e` quel software il cui codice sorgente e` liberamente consultabile, modificabile e redistribuibile, senza alcun vincolo. Ovviamente questa liberta` non tocca la proprieta` intellettuale, ovvero il merito sara` sempre riconosciuto a chi ha creato il programma, ma se qualcuno avesse bisogno di funzionalita` aggiuntive non dovra` pregare in ginocchio il creatore perche` le aggiunga oppure cercare un software piu` adatto alle proprie esigenze o ancora riscrivere il programma da capo aggiungendo le le funzionalita` desiderate. Gli basta prendere il codice e modificarlo. Poi si puo` utilizzare senza violare alcuna legge.

Nota: non e` detto che questo tipo di software sia sempre disponibile gratuitamente. L’unica condizione e` che sia disponibile il codice sorgente.

Software proprietario

E` quel software i cui sorgenti non sono consultabili. Di norma (ma non sempre) viene concesso in licenza a pagamento. Non e` dato sapere come funziona il programma e cosa ci sia “dentro il cofano”. Se c’e` bisogno di aggiungere funzionalita` dovremo sperare che il creatore le aggiunga (oppure pagarlo per farlo), oppure rivolgerci a software diversi, con notevole dispendio di tempo ed energie (spesso si e` costretti a reinventare la ruota piu` di una volta).

Riferimenti

Per ora fermiamoci qua. Negli articoli successivi andremo a vedere che impatto hanno i due diversi approcci sulla vita di tutti i giorni e perche` e` preferibile (quando possibile) utilizzare software libero.

Come sempre vi invito a utilizzare Google (o qualsiasi motore di ricerca sia di vostro gradimento) per reperire informazioni piu` dettagliate. Vi consiglio di usare i seguenti termini di ricerca: Richard Stallmann, Copyleft, GPL, GNU, Open Source, Free Software.

Preparare il computer con Windows all’installazione di Linux – Windows 7

Ora che abbiamo scelto quale distribuzione Linux installare è arrivato il momento di preparare il nostro computer con Windows in modo che sia pronto ad accogliere il nuovo sistema operativo. In questa guida farò riferimento a Windows 7, per Windows Vista e Windows XP le cose dovrebbero essere abbastanza simili, per Windows 8 so che ci sono diversi problemi per l’installazione, appena riuscirò a mettere le mani su un computer con Windows 8 assieme alla carta bianca su cosa farci farò un po’ di esperimenti.

0. Abbandono totalmente Windows oppure non me la sento?

Una cosa che non tutti sanno è che Linux può essere installato “di fianco” a Windows sullo stesso computer. I due sistemi operativi possono coesistere scegliendo quale dei due utilizzare all’avvio tramite un chiarissimo menu. Questa configurazione in gergo si chiama dual boot. Ovviamente Linux “ruberà” dello spazio disco a Windows, dunque se scegliete di mantenere entrambi i sistemi dovrete avere cura di lasciare abbastanza spazio libero per entrambi. Quanto spazio? Minimo (ma proprio minimo) 15 Gb, secondo me.

Ovviamente si può anche decidere di abbandonare totalmente Windows e dunque tutto il disco fisso sarà dedicato a Linux.

1. Mettere in sicurezza i propri dati

Sia che voi scegliate una strada oppure l’altra una cosa da fare subito è fare un backup dei dati del vostro computer. Nel caso in cui scegliate di cancellare Windows per usare solamente Linux il motivo è ovvio, ma anche se scegliete la strada del dual boot dovete ricordare che installare un sistema operativo non è come installare un qualsiasi programma, bisognerà dividere (partizionare) il disco fisso ed effettuare altri cambiamenti importanti che potrebbero portare a qualche errore e dunque a dover installare da capo anche Windows.

Durante questa fase dovrete anche, nel caso vogliate effettuare il dual boot, liberare abbastanza spazio sul disco per fare posto a Linux.

Spero di avervi spaventato per bene in modo che voi abbiate interrotto la lettura per fare il backup, ora posso dirvi che è qualche anno che non vedo un’installazione di Linux “rovinare” un computer tanto da doverlo installare da capo, ma si sa che le cose peggiori capitano quando proprio non si sono prese tutte le precauzioni, quindi fate il backup.

Ora le strade si dividono nettamente: chi ha scelto il dual boot deve procedere al punto 2. chi invece ha deciso di dedicare tutto il proprio disco a Linux può saltare il punto 2. e andare direttamente al 3..

2. Deframmentare il disco

Purtroppo i sistemi che scrivono i dischi dei computer sono ben lontani dall’essere perfetti. Questo porta, alla lunga, ad avere pezzettini di files sparsi qua e là per l’hard disk e il computer svolge i suoi compiti molto lentamente perché deve impazzire e correre da una parte all’altra del disco per cercare i files di cui noi utenti abbiamo bisogno.

Per questo motivo qualcuno, prima o poi, vi avrà consigliato di deframmentare il disco. Questa operazione tenta di prendere i files “spezzettati” e di metterli assieme, in modo da velocizzare le operazioni di recupero del file stesso. La deframmentazione è utilissima anche subito prima di installare Linux, in modo che quando si andrà a partizionare il disco si sarà sicuri di non cancellare qualche pezzo di file che Windows aveva deciso di scrivere in una parte del disco lontana dal resto dei suoi dati: dunque l’operazione di partizionamento sarà facie e indolore.

Vediamo come deframmentare il disco usando Windows 7.

Bisogna cliccare sul pulsante Start (la bandierina di Windows) dopodiché scegliere Computer e scegliere il disco che vogliamo deframmentare, di solito C:/. Bisognerà poi scegliere il bottone Proprietà poi Strumenti e poi cliccare su Esegui Defrag.

defrag

A questo punto comparirà una finestra e dovremo premere  il bottone Deframmenta disco. Dopodiché attendiamo con pazienza il completamento dei lavori. Sì, potrebbe volerci molto tempo se il disco è molto frammentato, quindi prendetevi tè e biscotti.

exec

3. Siete pronti!

Ora che avete salvato altrove i vostri dati importanti, lasciato un po’ di spazio in modo che Linux abbia una comoda cuccia e che avete (per chi ha scelto il dual boot) deframmentato il disco in modo da minimizzare il rischio di errori, siete pronti per installare la vostra distribuzione Linux!

Potete farlo da soli seguendo i miei prossimi articoli oppure potete partecipare al Linux Day della vostra città (trovate la lista sul sito del Linux Day, potrete trovare il sottoscritto all’allestimento Torinese della manifestazione) dove troverete qualcuno che vi aiuterà con l’installazione e vi darà i primi consigli utili. Sarebbe però importante effettuare il backup e la deframmentazione a casa, visto che di solito i Linux Day sono molto partecipati e queste sono operazioni facili ma che fanno perdere un sacco di tempo ad “aspettare”. In questo modo i volontari del Linux Day potranno subito passare “all’azione” e aiutare quante più persone possibili nell’arco della giornata!

Passa al prossimo articolo: Scaricare Linux

Distribuzioni Linux: quale scegliere?

Cominciamo oggi la serie di articoli che vi guiderà all’installazione della vostra distribuzione Linux. Per ora non avete bisogno di un computer (a parte quello che eventualmente userete per leggere queste parole) questo è un articolo introduttivo per decidere quale “versione” (in gergo: distribuzione) di Linux vogliamo installare sul nostro computer.

Cos’è una distribuzione?

Linux è software libero e come tale è liberamente modificabile da chiunque (come già detto, arriverà un articolo dedicato a questo tema particolare). Questa possibilità ha portato, negli anni, diverse persone a creare la loro “versione” di Linux a seconda delle proprie esigenze oppure seguendo le richieste dei propri utenti, se il lavoro è destinato a essere distribuito al pubblico. Queste “versioni” di chiamano distribuzioni.

In cosa sono differenti?

Alcune sono poco differenti, altre sono molto differenti tra di loro. Le distribuzioni si dividono in “famiglie” raggruppandole a seconda di certe caratteristiche che non andremo ad analizzare nel dettaglio, sappiate solamente che si cerca di catalogarle, ma è un mondo che subisce un cambiamento continuo talmente vorticoso che l’impresa è assai difficile.

Giusto per avere un'idea - Aggiornato a Ottobre 2012

Sicuramente la prima differenza è la grafica. Su Linux possono essere utilizzati diversi ambienti grafici che non sono, come capita su Windows, dei semplici temi. Sono degli ambienti grafici molto differenti tra di loro, alcuni sono molto scarni e molto reattivi, altri sono più ricchi e più affamati di risorse. Alcuni si limitano a gestire la grafica, altri arrivano con un corredo di software volti a gestire vari aspetti dell’utilizzo normale del computer. In ogni caso l’ambiente grafico predefinito può essere in qualsiasi momento (non è detto che il passaggio sia del tutto indolore, ma in un modo o nell’altro tutto si può fare) sostituito con qualsiasi altro ambiente disponibile per Linux.

Un’altra differenza molto marcata può essere quella relativa al metodo di installazione dei programmi, ma questo interessa gli utenti più avanzati, per ora non ce ne occupiamo, utilizzeremo gli strumenti semi-automatici messi a disposizione (a meno che non vogliate cominciare da qualcosa di molto impegnativo) e delle differenze che sono “sotto al cofano” non ci dobbiamo preoccupare.

Altre differenze possono riguardare lo “spirito” della distribuzione: alcune preferiscono utilizzare solamente software completamente libero, anche a costo di essere penalizzati dell’utilizzo di certi formati di file o in altri ambiti, invece altre sono più propense ad accogliere pezzettini di software proprietario per avere un’esperienza completa. Alcune sono costruite appositamente per chi comincia altre pretendono una forte preparazione per poter essere anche solamente installate.

In cosa si somigliano?

Sostanzialmente, tutte quante condividono lo stesso “motore”, il kernel (nucleo) del sistema operativo, quella parte si sistema operativo che svolge tutte le funzioni basilari. Intorno ci possono essere diversi ambienti grafici (oppure potrebbero proprio non esserci), diversi software per gestire le risorse del computer, ma il kernel è sempre lui e (questa è un’altra “chicca” da purista) è solamente lui a chiamarsi Linux, anche se noi utilizziamo quel nome per indicare tutta la grande famiglia di sistemi operativi che lo utilizzano come kernel.

Ricapitolando

Esiste un kernel, chiamato Linux. Intorno a questo kernel sono stati costruiti moltissimi sistemi operativi differenti tra di loro, le distribuzioni Linux, tutte simili, ma differenti tra di loro.

Ricordiamoci di non farci ingannare quando si estende l’uso del nome Linux per indicare una generica distribuzione, lo fanno in tanti, compreso il sottoscritto, di norma dal contesto si capisce se si sta parlando dell’una o dell’altra cosa.

Ma quale distribuzione scelgo?

Dovrete sceglierlo voi. E se siete interessati a installarla sul vostro computer, potreste scrivere qua nei commenti quale avete scelto, in modo che se doveste essere in molti ad aver scelto la stessa potrei decidere di usarla come base per le guide che arriveranno, altrimenti ne sceglierò una io. Insomma, siate partecipi di queste guide, le scrivo per voi che leggete!

Ora vi propongo una serie di distribuzioni e vi elencherò le caratteristiche peculiari. Starà a voi andare sui siti ufficiali e documentarvi in modo da poter decidere quale installare.

  • Debian. Non si può non incominciare dalla mamma di tutte le distribuzioni. Nata come distribuzione ufficiale del progetto GNU (vi ricordate che vi ho detto che alcuni Linux lo chiamano GNU/Linux?) e una distribuzione molto amata dagli utenti esperti grazie alla sua rocciosa stabilità.
  • Ubuntu. Derivata da Debian, è forse la distribuzione più famosa, oltre a essere quella che ha dato una spinta decisiva per il crescente successo di Linux sui computer casalinghi. Molto apprezzata da chi inizia grazie alla grande disponibilità di software e di supporto hardware (questo era vero qualche tempo fa, a oggi quasi il 100% dell’hardware viene riconosciuto correttamente da qualsiasi distribuzione). Ne esistono diverse varianti con diversi ambienti grafici in modo da soddisfare tutti rimanendo “in famiglia”, esiste l’ottima derivata Lubuntu adatta a quei computer non più giovanissimi che dovessero aver bisogno di una “rinfrescata”.
  • Fedora. La distribuzione più amata da Linus Torvalds, il papà di Linux. Anche lei apprezzata dagli esperti, ma non per questo inadatta ai novizi.
  • Linux Mint. Decisamente apprezzata da chi comincia, deriva da Ubuntu e ne condivide le raccolte di software. Molto semplice e intuitiva da utilizzare da subito è proprio nata pensando ai più inesperti, ma una volta diventati dei “guru” si può sfruttare comunque tutta la potenza di Linux che non viene assolutamente diminuita.
  • Archlinux. Qui si va sul difficile. Distribuzione amata dagli utenti esperti che vogliono mantenere il controllo. L’installazione prevede solamente una linea di comando con dei programmi testuali di base su cui l’utente dovrà costruire il proprio sistema personalizzato. Non è assolutamente adatta a chi sta cominciando a meno che non si voglia fare un ingresso “col botto”, ma bisogna davvero avere un buon background per gestirla al meglio. Inutile dire che un’installazione condotta in questo modo ha il vantaggio di tagliare ogni inutilità e dunque il nostro sistema sarà ottimizzato per le nostre esigenze. La comunità (anche quella italiana per chi avesse problemi con la lingua inglese) è decisamente attiva e sempre disponibile a dare una mano. Penso che si sia capito che apprezzo molto questa distribuzione anche se non la utilizzo (più).

Ora che vi ho dato quale indicazione, potete utilizzare Google per scoprire tutti gli scheletri negli armadi di queste distribuzioni e non solo di queste, ne esistono infinite altre tra cui scegliere.

Ricordate, se volete, di scrivere nei commenti quale distribuzione avete scelto di utilizzare, in modo che io la possa prendere come esempio per le guide che verranno!

Passa al prossimo articolo: come preparare il computer all’installazione di Linux!

Il sistema operativo: non esiste solo Windows

Iniziamo oggi la prima serie di articoli di questo blog. In queste pagine vi voglio raccontare le motivazioni che dovrebbero spingervi ad abbandonare Windows e il software proprietario per passare a software liberi, quando possibile. Cominciamo subito!

Software e hardware

I computer possono essere visti come l’unione di due grandi parti: il software e l’hardware, la roba molle e la roba dura. Per quanto riguarda l’hardware, se state leggendo questo articolo, ne state maneggiando un po’, che sia un mouse, un telefonino, un tablet o una tastiera. I computer (lasceremo da parte i sistemi mobili, almeno per ora) si compongono di molto hardware: microprocessore, memorie di vario tipo (HDD, SDD, RAM), mouse, tastiera, monitor, stampante e aggiungete a questa lista tutto ciò che potete andare a comprare dal negoziante e potreste aver voluto usare per picchiare il vostro collega che vi da fastidio tutti i giorni in ufficio.

Il software è invece ciò che che permette, in qualche modo, l’interazione tra l’uomo e la macchina. Il browser web che state usando per leggere questo articolo è un software, il foglio di calcolo che usate per tenere i conti di famiglia, il word processor che usate per scrivere le lettere, i fantomatici driver della stampante, l’antivirus: tutto questo è software. Anche il software lo potete reperire dai negozianti acquistandolo salvato su qualche supporto (CD-ROM, chiavetta USB, altro?), ma il prodotto che state acquistando non è una semplice memoria, ma è ciò che è stato scritto su quella memoria. Il software spesso si può anche reperire gratuitamente sul web in modo legale (per quei software gratuiti) o in modo illegale (per quei software che si pagano e che l’amico vi installa sul computer gratis).

Il sistema operativo

Il software più importante per un computer moderno è il sistema operativo. Questo è il software che permette l’interazione tra tutti gli altri software e l’hardware. Un computer senza sistema operativo può essere usato come un costoso fermaporta o come un simpatico oggetto di arredamento. Questo dovrebbe farvi accendere una lampadina e farvi capire che la scelta del sistema operativo non può e non deve essere qualcosa fatto in fretta e non si può delegare questa scelta a nessuno che sia l’amico più esperto, il commesso del centro commerciale oppure il produttore del computer. Bisogna scegliere il sistema operativo che meglio risponde alle nostre esigenze e che ci possa offrire tutto (o la maggior parte di) ciò che vorremmo che ci offrisse un sistema operativo.

Il più famoso: Windows

Negli anni un particolare sistema operativo ha ottenuto un grande successo sui computer casalinghi: Microsoft Windows. Questo è il sistema operativo che nella stragrande maggioranza dei casi troviamo installato quando compriamo un nuovo computer, negli anni si sono avvicendate diverse versioni, l’ultima delle quali risponde al nome di Windows 8.

Windows è un sistema operativo proprietario (vedremo in dettaglio il significato di questa definizione in un altro articolo) ed si ottiene solamente a pagamento. Anche qualora lo trovaste già installato sul computer che avete comprato, una parte del prezzo che avete pagato è servito per pagare la licenza (vedremo successivamente di capire anche questo aspetto) di Windows.

Aprire gli occhi: esistono altri sistemi operativi

Se Microsoft grazie agli accordi commerciali con i produttori di hardware è riuscita a imporre Windows su una larghissima fetta dei computer casalinghi esistono in realtà una grande varietà di sistemi operativi, sia proprietari che liberi.

Esiste OSX, il sistema operativo installato sui computer Apple, ma non parlerò, almeno per ora, di lui per una precisa scelta “editoriale”, se così possiamo chiamarla. Anche lui fa parte dei sistemi operativi proprietari.

Un terzo concorrente è Linux (o GNU/Linux, come amano chiamarlo i puristi, io utilizzerò molto spesso il primo nome per brevità, ogni tanto mi scapperà il secondo, non allarmatevi). Questo sistema operativo ha una storia molto interessante ed è un sistema, per quanto più possibile, libero.

Ne esistono molti altri, ma mi limito a citare i tre più famosi per l’uomo della strada evitando volontariamente di parlare dei sistemi operativi per smartphone e tablet (iOS e Android: sono anche loro sistemi operativi!). Le altre opzioni sono molto meno diffuse, a volte parecchio specialistiche e, di solito, le conoscono e le utilizzano solo i veri appassionati o chi deve svolgere compiti particolari con i computer.

Quale scegliere?

Non esiste, ovviamente, una risposta univoca a questa domanda. Ci possono, però, essere degli argomenti generali su cui riflettere.

  • Mi servono per lavoro o per diletto dei software che posso far funzionare solo su uno (o alcuni) sistemi operativi?
  • Mi serve il computer per svolgere un determinato compito: esiste un sistema operativo che lo svolge meglio di altri?
  • Un sistema operativo particolare può garantirmi una vita più semplice in alcuni ambiti?
  • Il mio computer riuscirà a “sopportare” il lavoro richiesto per far funzionare il sistema operativo che vorrei installare?
  • Esiste un sistema operativo che può dare nuova vita al mio vecchio computer?

Rispondendo a questa sicuramente incompleta lista di domande dovremmo riuscire a chiarirci le idee su quale sia il sistema operativo migliore per l’utilizzo che vogliamo fare del computer.

Un nuovo progetto: LInux NIUBBO

Negli ultimi anni della mia vita mi sono avvicinato al mondo del software libero e dell’informatica in generale. Inoltre ho sempre avuto una passione (mal)nascosta per la scrittura e avevo deciso di aprire un blog personale.

Col passare del tempo quel blog è diventato a tema informatico e ha raccolto opinioni, guide e curiosità sul mondo del software libero. Contemporaneamente ho visto e ho aiutato molte persone nel passaggio da sistemi operativi proprietari a Linux.

Dall’unione di queste esperienze ho (finalmente!) deciso di riordinare le idee e di aprire questo blog, che raccoglierà guide, consigli e riflessioni per i novizi (niubbi, in gergo) di Linux.

Da qui potrete cominciare la vostra avventura nel mondo del software libero: queste pagine non vogliono essere un’enciclopedia, ma un punto di partenza per un percorso personale che dovrete costruirvi a seconda delle vostre esigenze, nel perfetto spirito del software libero.

Cominceremo con una serie di post per imparare a installare il nuovo sistema operativo sul computer. Come primo obiettivo vorrei completare la prima parte di questi post prima della fine di ottobre di quest’anno, in modo da darvi la possibilità di partecipare al Linux Day 2013 preparati.

Dopodiché non ho idea di cosa potrebbe diventare questo blog, potrebbero arrivare nuove “serie” tematiche oppure no: questo lo deciderò a seconda della risposta che avrò dai lettori.

Bene, ora non mi resta che invitarvi a seguire questo blog qui su WordPress oppure su Facebook o, ancora, a seguirmi su Twitter, potreste aggiungere questo sito ai preferiti oppure iscrivervi al FeedRSS, per essere sempre aggiornati sulla pubblicazione di nuovi post.